Santuario della Madonna dell’Oliveto

A Passignano, uno dei santuari rinascimentali tra i più importanti dell’Umbria.

La Chiesa fu innalzata sul finire del ‘500 grazie alle elemosine ed al lavoro gratuito dei fedeli, forse utilizzando il materiale del diroccato monastero di San Vincenzo che sorgeva poco distante.
Secondo la tradizione, il nome deriverebbe da un’immagine miracolosa di una madonnuccia votiva che, trovandosi originariamente sulle rive del lago, era soggetta a frequenti inondazioni; per salvarla dalle acque, venne dunque spostata sopra un ramo di ulivo. La Madonna in trono con Angeli, attribuita ad uno stretto collaboratore del Caporali, fu poi collocata in una nicchia al centro dell’altare maggiore, dove si trova ancora oggi.

Il tempio è a croce latina con la navata scandita da tre altari per parte arricchiti da stucchi secenteschi che
racchiudono pitture manieriste umbro-toscane (come l’Incoronazione della Vergine di Virgilio Nucci del 1589 e l’Annunciazione di Salvio Savini). Altri due altari sono situati nei bracci del transetto su cui poggia la cupola. Il grande altare maggiore del 1603 si ispira al disegno michelangiolesco della facciata di San Lorenzo a Firenze ed è decorato in cromie azzurre, grigie ed oro riprese poi nell’organo che sovrasta la porta d’accesso. Nella sacrestia, è stata allestita un’esposizione di pregevoli arredi lignei, tessuti di uso liturgico, oreficeria, ceramiche ed ex voto.
Il portale e la facciata sono in pietra serena. La realizzazione della facciata fu possibile grazie all’intervento del Duca della Corgna che, costretto a fuggire in barca da Castiglione, attribuì proprio all’intercessione della Madonna l’essere scampato sano e salvo da una burrasca, approdando proprio qui davanti.

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