Nel Comune di Passignano sul Trasimeno, poco dopo il paese di San Vito, una monumentale rocca dal profilo sinistro e affascinante padroneggia il meraviglioso paesaggio sottostante: il castello di Monte Ruffiano.
Del suo antico fasto, oggi non rimane che un rudere costituito solo dal cassero e da una torre piegata dall’incuria e circondata da una fitta boscaglia. Tutte le costruzioni accessorie che circondavano l’edificio principale, legate alle attività produttive durate fino alla fine dell’Ottocento, sono praticamente scomparse. La torre, monca del terzo piano, crollato con il passare del tempo, conserva però ancora il piano terra che ospitava una chiesa dedicata a Santo Stefano, di cui resta ancora ben visibile il lastricato in pietra originale.
Il castello, costruito intorno all’anno 1000, era una delle varie rocche che servivano alla difesa di Perugia lungo la vicina e famosa “Via Toscana”, unica via che all’epoca collegava il centro Italia con il Settentrione. L’evento più importante che sancì il quasi completo abbandono del castello fu la guerra Barberina (o guerra di Castro) del 1643, quando a seguito dell’arrivo delle truppe del Granduca Ferdinando II, Passignano fu ceduta al granducato di Toscana e il castello perse sostanzialmente tutti i suoi abitanti, restando fino all’800 solo centro di culto per l’adorazione di una tela di Sant’Antonio.
Vecchie leggende popolari narrano ancora oggi di sinistre presenze. Monte Ruffiano nasconde infatti delle leggende particolarmente interessanti, alimentate soprattutto dall’isolamento del luogo. In passato, durante la Settimana Santa, si narra che i contadini della zona vedessero provenire da questo luogo una fitta processione di lumi, resa ancor più spaventosa dall’oscurità della notte.
Anche i crocicchi delle vie erano ritenuti i luoghi magici per eccellenza: un altro fatto molto curioso è legato infatti ad un piccolo incrocio, situato vicino alla torre, chiamato “incrocio delle streghe”: secondo un’altra leggenda, la notte di San Giovanni (24 Giugno), alcune streghe si radunavano in questo punto per tenere una sorta di convegno, da cui anche la denominazione di “Torre delle streghe”.

Sull’origine del nome così particolare di Monte Ruffiano, sono state fatte molte ipotesi: la prima ha come sfondo una leggenda amorosa tra un giovane ragazzo e una bellissima donna, rapita e tenuta nascosta nella torre; gli incontri tra i due si protrassero per tempo finché il marito della donna, trovato infine il nascondiglio, decise di riportarla a casa.
La seconda ricostruzione si deve invece alla sua collocazione geografica: la posizione rialzata permetteva alla guarnigione militare di stanza a Monte Ruffiano di ben osservare tutti i movimenti e gli spostamenti dei nemici, per anticipare eventuali attacchi.
Una terza ipotesi lo legherebbe molto più semplicemente al nome romano Rufus, che era quello del proprietario del terreno in cui venne edificata questa prima torre fortificata.




