L’Umbria del Vino 2026: il concorso enologico regionale. Vineria del Carmine, Berioli e Montemelino i nostri vincitori

Un viaggio sensoriale tra tradizioni, territori e grandi interpretazioni enologiche, dove ogni sorso parla di Umbria.

C’è un’Umbria che si racconta attraverso il vino. 
L’Umbria del Vino è l’unico concorso regionale riconosciuto dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste: un palcoscenico d’eccellenza dove tradizione e innovazione si incontrano in ogni calice. Un evento che celebra il territorio, la sua storia e il lavoro di chi, ogni giorno, porta nel calice l’anima dell’Umbria.

 

Il racconto dell’edizione 2026

Anno dopo anno, questo concorso si conferma una vetrina d’eccezione per il talento e la qualità del territorio. Giunto alla sua quinta edizione, l’evento continua a dare voce ai sogni, alle storie e alle passioni custodite nei calici delle cantine umbre, un racconto fatto di tradizione, visione e amore per la terra, dove ogni etichetta diventa espressione di un’identità autentica e irripetibile.
Questa nuova edizione ha celebrato ancora una volta le piccole e medie realtà che rendono l’Umbria un mosaico di eccellenze enologiche, capaci di conquistare i palati e ispirare chi le incontra.

Nell‘Umbria del Vino il tempo rallenta, i gesti diventano memoria e ogni sorso racconta la genuinità di una terra che sa accogliere. Tra parole condivise, sorrisi spontanei e silenzi pieni di significato, il vino continua a essere il nostro linguaggio più vero. Perché L’Umbria del Vino non è solo un concorso, ma un viaggio: un invito a scoprire il nostro patrimonio enogastronomico, a portarlo oltre i confini regionali e a vivere l’Umbria attraverso i suoi sapori, i suoi paesaggi e la sua anima. Un’occasione speciale per ritrovare territori, produttori e interpretazioni che rendono unica questa terra.

 

Cosa c’è davvero dietro alle degustazioni?

Dietro ogni assaggio c’è una storia fatta di scelte, attese e dettagli.
C’è chi osserva il cielo per mesi, chi controlla le vigne all’alba, chi assaggia, corregge, riprova.
C’è la pazienza di lasciare che il tempo faccia il suo lavoro e il coraggio di fermarsi solo quando il vino racconta esattamente ciò che deve.
Quando si degusta, non si analizza solo un profumo o un colore: si incontrano il lavoro, la visione e la passione di chi quel vino lo vive ogni giorno.
Ogni nota aromatica è un pezzo di percorso, ogni sfumatura è una scelta, ogni sorso è un frammento di territorio.
L’Umbria del Vino 2026 celebra proprio questo: la verità dietro il calice.

 

I soggetti promotori del concorso

L’Umbria del Vino è promosso dalla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura dell’Umbria, in collaborazione con la Regione Umbria, le associazioni di rappresentanza degli agricoltori Coldiretti Umbria, Confagricoltura Umbria e Cia Umbria, il 3A Parco tecnologico agroalimentare dell’Umbria, l’Associazione regionale Strade del Vino e dell’Olio dell’Umbria e Confcooperative Umbria.

 

I pareri e le opinioni

Federico Sisti, Segretario Generale della Camera di Commercio dell’Umbria, sottolinea come il vino umbro abbia una grandissima possibilità di imporsi ancora di più sul mercato. La missione è quella di portarlo laddove i consumatori possano apprezzarne le qualità, facendo leva soprattutto sul settore della ristorazione, con l’obiettivo di creare un ponte tra i produttori e i ristoratori attraverso una maggiore presenza dei vini umbri nelle carte dei vini dei ristoranti, prima in Umbria e poi in tutta Italia.

Giorgio Mencaroni, Presidente della CamCom, tiene a ricordare come fin dal 2021 l’Umbria del Vino sia stato uno dei pochi concorsi enologici riconosciuto a valenza nazionale dal Ministero delle Politiche Agricole. Quest’anno si è raggiunto il record assoluto in termini di cantine partecipanti e vini proposti, segno evidente di un ampio riconoscimento dei risultati valutati dalla commissione e del suo sapiente lavoro. 

È Maurilio Chioccia, enologo e capo panel della commissione, a specificare come vengano rigorosamente seguite delle procedure specifiche per tutelare l’anonimato di tutti i campioni fin dal loro ricevimento in magazzino, dove vengono smistati, coperti e numerati, secondo regole uniformi a livello europeo che garantiscono il corretto svolgimento del concorso. La Commissione di degustazione, composta da 7 membri, esprime le valutazioni su apposite schede secondo il metodo di analisi sensoriale “Union Internationale des Oenologues”.

Secondo Pietro Marchi, Presidente AIS Umbria, i concorsi possono contribuire a migliorare la qualità dei vini, e un concorso ben strutturato come questo, valutato da un panel qualificato e sfaccettato (composto da tecnici degustatori, enologi, esperti del settore vinicolo, sommelier, specialisti nell’ambito della comunicazione e della ristorazione), è sicuramente da stimolo per i produttori e deve essere letto come una lente di ingrandimento sui territori e sulle denominazioni. L’Umbria è una terra ricca di varietà di vitigni importanti e identitari che ne costituiscono il patrimonio ampelografico e che quindi raccontano al meglio la nostra regione.

Sulla stessa scia, la riflessione di Francesca Granelli, giornalista enogastronomica: «Il vino oggi non è solamente un elemento strutturale della cultura agroalimentare, ma un vero e proprio simbolo e identità di un territorio: è presente nelle tavole, è presente come gesto ricorrente, entra a far parte della storia stessa di una tradizione, di un luogo. Tutto questo ovviamente vale anche per l’Umbria, che ha un grande potenziale agricolo e i cui prodotti sono famosi in ogni parte d’Italia. Il consumatore oggi è molto attento e selettivo, alla ricerca della qualità, dell’unicità e della riconoscibilità dei prodotti; ecco perché i vitigni autoctoni stanno via via prendendo uno spazio sempre più importante, con l’Umbria che beneficia di un buon posizionamento e di un ottimo potenziale.»

Costruttiva e di ampio respiro l’opinione di Fabrizio Croce, Assessore al Turismo del Comune di Perugia: «L’amministrazione comunale di Perugia si colloca con grande attenzione e rispetto lungo i percorsi dell’Umbria del Vino. Si tratta di un comparto che rappresenta un pezzo di economia del territorio molto importante, ma soprattutto è un comparto che porta un insieme di saperi, tradizioni, gusti e colori che arricchiscono l’immaginario e quell’enorme patrimonio anche immateriale che rappresenta uno degli elementi di attrazione del nostro territorio. Saremo quindi sempre presenti ai tavoli in cui si cerca di valorizzare questo comparto sia in chiave economica che in chiave turistica.»

 

CHI SONO I NOSTRI VINCITORI

Tra le oltre 57 cantine partecipanti e i 184 vini presentati, tre sono le cantine vincitrici tra i soci della Strada del Vino Colli del Trasimeno: Chiesa del Carmine (Perugia), Berioli (Magione) e Montemelino (Tuoro)!

I vini premiati sono stati svelati durante la cerimonia di premiazione del 24 Febbraio:

“INDIGENO” Trebbiano Umbria IGT 2023 – Azienda Chiesa del Carmine di Jeremy Sinclair
Premio Vino Biologico
Un pluripremiato Trebbiano in purezza presente nella carta dei vini di alcuni dei migliori ristoranti del mondo.

  • Vitigno: Trebbiano 100%
  • Colore: Giallo dorato
  • Profumo: fruttato, regala al naso aromi di erbe e pomodoro tipicamente varietali; fini note di idrocarburi tipiche della varietà
  • Gusto: al palato regala pienezza, mineralità, sapidità e lunga persistenza
  • Gradazione alcolica: 13.5%
  • Abbinamenti consigliati: antipasti di pesce, carni bianche, formaggi di media stagionatura, risotti e pasta preparati con condimenti cremosi. Perfetto anche come aperitivo. Abbinamento umbro suggerito: pasta alla Norcina, strangozzi al tartufo nero, strangozzi al ragù bianco di cinghiale.

 

“SPERELLO” Vinsanto Colli del Trasimeno DOC 2019 – Cantina Berioli
2° classificato Categoria Vini Dolci
Un eccezionale passito che matura in botte di rovere per circa 4 anni, con addizione di lievito madre.

  • Vitigno: Grechetto e Trebbiano
  • Colore: ambra brillante
  • Profumo: al naso sprigiona note dolci di uvetta, dattero, fico secco, albicocca e miele di castagno
  • Gusto: l’assaggio è sorretto da una piacevolissima freschezza. Grande persistenza gusto-olfattiva
  • Gradazione alcolica: 15% vol.
  • Abbinamenti consigliati: abbinato storicamente al classico Cantuccio o Tozzetto della tradizione umbra-toscana, è ottimo anche con torte di mele, sfogliate di frutta e crostate di marmellata di fico o albicocca. Si rivela, però, davvero particolare e suggestivo se accostato a formaggi erborinati.

 

“GIOVANOTTO” Trasimeno Gamay DOC 2024 – Cantina Montemelino
2° classificato Categoria Rossi DOC
Una Grenache da bere giovane anche a temperatura leggermente fresca.

  • Vitigno: Trasimeno Gamay
  • Colore: rosso rubino scarico e brillante
  • Profumo: ciliegia e pesca bianca
  • Gusto: croccante e fresco in bocca, con una bella presa tannica e balsamica
  • Gradazione alcolica: 14,5% vol.
  • Abbinamenti consigliati: piatti della tradizione a base di pesce di lago.

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Un viaggio sensoriale tra tradizioni, territori e grandi interpretazioni enologiche, dove ogni sorso parla di Umbria.

C’è un’Umbria che si racconta attraverso il vino. 
L’Umbria del Vino è l’unico concorso regionale riconosciuto dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste: un palcoscenico d’eccellenza dove tradizione e innovazione si incontrano in ogni calice. Un evento che celebra il territorio, la sua storia e il lavoro di chi, ogni giorno, porta nel calice l’anima dell’Umbria.

 

Il racconto dell’edizione 2026

Anno dopo anno, questo concorso si conferma una vetrina d’eccezione per il talento e la qualità del territorio. Giunto alla sua quinta edizione, l’evento continua a dare voce ai sogni, alle storie e alle passioni custodite nei calici delle cantine umbre, un racconto fatto di tradizione, visione e amore per la terra, dove ogni etichetta diventa espressione di un’identità autentica e irripetibile.
Questa nuova edizione ha celebrato ancora una volta le piccole e medie realtà che rendono l’Umbria un mosaico di eccellenze enologiche, capaci di conquistare i palati e ispirare chi le incontra.

Nell‘Umbria del Vino il tempo rallenta, i gesti diventano memoria e ogni sorso racconta la genuinità di una terra che sa accogliere. Tra parole condivise, sorrisi spontanei e silenzi pieni di significato, il vino continua a essere il nostro linguaggio più vero. Perché L’Umbria del Vino non è solo un concorso, ma un viaggio: un invito a scoprire il nostro patrimonio enogastronomico, a portarlo oltre i confini regionali e a vivere l’Umbria attraverso i suoi sapori, i suoi paesaggi e la sua anima. Un’occasione speciale per ritrovare territori, produttori e interpretazioni che rendono unica questa terra.

 

Cosa c’è davvero dietro alle degustazioni?

Dietro ogni assaggio c’è una storia fatta di scelte, attese e dettagli.
C’è chi osserva il cielo per mesi, chi controlla le vigne all’alba, chi assaggia, corregge, riprova.
C’è la pazienza di lasciare che il tempo faccia il suo lavoro e il coraggio di fermarsi solo quando il vino racconta esattamente ciò che deve.
Quando si degusta, non si analizza solo un profumo o un colore: si incontrano il lavoro, la visione e la passione di chi quel vino lo vive ogni giorno.
Ogni nota aromatica è un pezzo di percorso, ogni sfumatura è una scelta, ogni sorso è un frammento di territorio.
L’Umbria del Vino 2026 celebra proprio questo: la verità dietro il calice.

 

I soggetti promotori del concorso

L’Umbria del Vino è promosso dalla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura dell’Umbria, in collaborazione con la Regione Umbria, le associazioni di rappresentanza degli agricoltori Coldiretti Umbria, Confagricoltura Umbria e Cia Umbria, il 3A Parco tecnologico agroalimentare dell’Umbria, l’Associazione regionale Strade del Vino e dell’Olio dell’Umbria e Confcooperative Umbria.

 

I pareri e le opinioni

Federico Sisti, Segretario Generale della Camera di Commercio dell’Umbria, sottolinea come il vino umbro abbia una grandissima possibilità di imporsi ancora di più sul mercato. La missione è quella di portarlo laddove i consumatori possano apprezzarne le qualità, facendo leva soprattutto sul settore della ristorazione, con l’obiettivo di creare un ponte tra i produttori e i ristoratori attraverso una maggiore presenza dei vini umbri nelle carte dei vini dei ristoranti, prima in Umbria e poi in tutta Italia.

Giorgio Mencaroni, Presidente della CamCom, tiene a ricordare come fin dal 2021 l’Umbria del Vino sia stato uno dei pochi concorsi enologici riconosciuto a valenza nazionale dal Ministero delle Politiche Agricole. Quest’anno si è raggiunto il record assoluto in termini di cantine partecipanti e vini proposti, segno evidente di un ampio riconoscimento dei risultati valutati dalla commissione e del suo sapiente lavoro. 

È Maurilio Chioccia, enologo e capo panel della commissione, a specificare come vengano rigorosamente seguite delle procedure specifiche per tutelare l’anonimato di tutti i campioni fin dal loro ricevimento in magazzino, dove vengono smistati, coperti e numerati, secondo regole uniformi a livello europeo che garantiscono il corretto svolgimento del concorso. La Commissione di degustazione, composta da 7 membri, esprime le valutazioni su apposite schede secondo il metodo di analisi sensoriale “Union Internationale des Oenologues”.

Secondo Pietro Marchi, Presidente AIS Umbria, i concorsi possono contribuire a migliorare la qualità dei vini, e un concorso ben strutturato come questo, valutato da un panel qualificato e sfaccettato (composto da tecnici degustatori, enologi, esperti del settore vinicolo, sommelier, specialisti nell’ambito della comunicazione e della ristorazione), è sicuramente da stimolo per i produttori e deve essere letto come una lente di ingrandimento sui territori e sulle denominazioni. L’Umbria è una terra ricca di varietà di vitigni importanti e identitari che ne costituiscono il patrimonio ampelografico e che quindi raccontano al meglio la nostra regione.

Sulla stessa scia, la riflessione di Francesca Granelli, giornalista enogastronomica: «Il vino oggi non è solamente un elemento strutturale della cultura agroalimentare, ma un vero e proprio simbolo e identità di un territorio: è presente nelle tavole, è presente come gesto ricorrente, entra a far parte della storia stessa di una tradizione, di un luogo. Tutto questo ovviamente vale anche per l’Umbria, che ha un grande potenziale agricolo e i cui prodotti sono famosi in ogni parte d’Italia. Il consumatore oggi è molto attento e selettivo, alla ricerca della qualità, dell’unicità e della riconoscibilità dei prodotti; ecco perché i vitigni autoctoni stanno via via prendendo uno spazio sempre più importante, con l’Umbria che beneficia di un buon posizionamento e di un ottimo potenziale.»

Costruttiva e di ampio respiro l’opinione di Fabrizio Croce, Assessore al Turismo del Comune di Perugia: «L’amministrazione comunale di Perugia si colloca con grande attenzione e rispetto lungo i percorsi dell’Umbria del Vino. Si tratta di un comparto che rappresenta un pezzo di economia del territorio molto importante, ma soprattutto è un comparto che porta un insieme di saperi, tradizioni, gusti e colori che arricchiscono l’immaginario e quell’enorme patrimonio anche immateriale che rappresenta uno degli elementi di attrazione del nostro territorio. Saremo quindi sempre presenti ai tavoli in cui si cerca di valorizzare questo comparto sia in chiave economica che in chiave turistica.»

 

CHI SONO I NOSTRI VINCITORI

Tra le oltre 57 cantine partecipanti e i 184 vini presentati, tre sono le cantine vincitrici tra i soci della Strada del Vino Colli del Trasimeno: Chiesa del Carmine (Perugia), Berioli (Magione) e Montemelino (Tuoro)!

I vini premiati sono stati svelati durante la cerimonia di premiazione del 24 Febbraio:

“INDIGENO” Trebbiano Umbria IGT 2023 – Azienda Chiesa del Carmine di Jeremy Sinclair
Premio Vino Biologico
Un pluripremiato Trebbiano in purezza presente nella carta dei vini di alcuni dei migliori ristoranti del mondo.

  • Vitigno: Trebbiano 100%
  • Colore: Giallo dorato
  • Profumo: fruttato, regala al naso aromi di erbe e pomodoro tipicamente varietali; fini note di idrocarburi tipiche della varietà
  • Gusto: al palato regala pienezza, mineralità, sapidità e lunga persistenza
  • Gradazione alcolica: 13.5%
  • Abbinamenti consigliati: antipasti di pesce, carni bianche, formaggi di media stagionatura, risotti e pasta preparati con condimenti cremosi. Perfetto anche come aperitivo. Abbinamento umbro suggerito: pasta alla Norcina, strangozzi al tartufo nero, strangozzi al ragù bianco di cinghiale.

 

“SPERELLO” Vinsanto Colli del Trasimeno DOC 2019 – Cantina Berioli
2° classificato Categoria Vini Dolci
Un eccezionale passito che matura in botte di rovere per circa 4 anni, con addizione di lievito madre.

  • Vitigno: Grechetto e Trebbiano
  • Colore: ambra brillante
  • Profumo: al naso sprigiona note dolci di uvetta, dattero, fico secco, albicocca e miele di castagno
  • Gusto: l’assaggio è sorretto da una piacevolissima freschezza. Grande persistenza gusto-olfattiva
  • Gradazione alcolica: 15% vol.
  • Abbinamenti consigliati: abbinato storicamente al classico Cantuccio o Tozzetto della tradizione umbra-toscana, è ottimo anche con torte di mele, sfogliate di frutta e crostate di marmellata di fico o albicocca. Si rivela, però, davvero particolare e suggestivo se accostato a formaggi erborinati.

 

“GIOVANOTTO” Trasimeno Gamay DOC 2024 – Cantina Montemelino
2° classificato Categoria Rossi DOC
Una Grenache da bere giovane anche a temperatura leggermente fresca.

  • Vitigno: Trasimeno Gamay
  • Colore: rosso rubino scarico e brillante
  • Profumo: ciliegia e pesca bianca
  • Gusto: croccante e fresco in bocca, con una bella presa tannica e balsamica
  • Gradazione alcolica: 14,5% vol.
  • Abbinamenti consigliati: piatti della tradizione a base di pesce di lago.

L’Umbria del Vino 2026: il concorso enologico regionale. Vineria del Carmine, Berioli e Montemelino i nostri vincitori