Ci sono eroi dell’umanità spesso dimenticati dagli uomini e dalla storia, uomini che hanno rifiutato di barattare la propria coscienza con il denaro, con la fama ed il potere, seppur consapevoli che nella grande storia si ricorda più spesso il vincitore di una battaglia piuttosto che uno scienziato che ha detto No ad un progetto di morte. Uno di questi eroi è Franco Rasetti, il fisico nucleare che a metà degli anni Venti lavorò a fianco di Enrico Fermi al Regio Istituto di Fisica di Roma in quel gruppo di giovani scienziati che diventerà famoso con il nome de “i ragazzi di via Panisperna”, menti eccelse che con i loro studi sull’atomo consentiranno a Enrico Fermi di essere insignito nel 1938 del premio Nobel per la Fisica. Ma proprio quando la fama e il successo premiavano le scoperte di questo gruppo di scienziati, Franco Rasetti, chiamato a partecipare da Fermi al progetto Manhattan nel quale si sarebbe sperimentato l’uso militare dell’energia atomica, si rese probabilmente conto dell’immenso danno all’umanità che si sarebbe potuto causare con il distorto uso delle loro scoperte. Fu allora che disse No al suo maestro, consapevole che con questo suo rifiuto avrebbe rinunciato per sempre agli onori accademici e ad un posto di rilievo nella storia della scienza. Eppure oggi non abbiamo dimenticato chi ha messo la pace ed il progresso al primo posto della scala dei suoi valori. Profondamente turbato dopo le bombe sganciate nel 1945 su Hiroshima e Nagasaki, lo scienziato dichiarò: «La fisica ha venduto l’anima al diavolo e non avrei mai pensato che uomini con cui avevo collaborato potessero costruire armi di distruzione di massa».
Rasetti muore all’età di 100 anni, dopo una vita dedicata alla scienza e alla natura, un lungo arco temporale vissuto con la serena coscienza di aver fatto il bene dell’umanità.
Ecco dunque che il suo paese natale, Pozzuolo Umbro di Castiglione del Lago, ha voluto realizzare un museo all’interno di Palazzo Moretti come tributo al suo ragazzo di via Panisperna. In questo luogo, non sono raccolte soltanto le memorie dell’illustre scienziato, ma alcuni suoi concittadini hanno voluto donare le loro collezioni in segno di gratitudine verso lo studioso che diede l’esempio di come la scienza dovrebbe essere sempre al servizio dell’uomo e della natura.
Il percorso museale è stato allestito dall’Associazione Franco Rasetti. Nell’archivio storico sono conservati anche i disegni originali che utilizzava per classificare i fossili del periodo cambriano, una collezione di fossili marini che testimoniano la presenza del Mar Tirreno nei pressi del Trasimeno, una raccolta di piante officinali della zona collinare del lago, un’esposizione di antichi mestieri in movimento, nonché una lettera del Cardinal Pacelli che perorò la causa di Rasetti.

“La contemplazione delle meraviglie della natura,
una montagna, un fiore, un insetto o un fossile
mi hanno dato un piacere non inferiore all’ammirazione
delle creazioni mentali della matematica e della fisica”.
[Franco Rasetti]




