3 Medaglie d’oro al Grenache del Trasimeno: la sponda umbra del vino non è mai stata così brillante!

Il territorio del Trasimeno si conferma tra le realtà vitivinicole più interessanti nel panorama internazionale dedicato ai vitigni della famiglia Grenache! 
Un risultato di grande prestigio che testimonia la qualità raggiunta dai produttori del Trasimeno e il valore di un vitigno identitario, oggi sempre più apprezzato anche sui mercati internazionali.

Se pensi all’Umbria del vino, la mente solitamente vola innanzitutto ai rossi strutturati e densi del Sagrantino o ai bianchi affilati di Orvieto. A Maggio 2026, una notizia arrivata direttamente da Argelès-sur-Mer, nel cuore del Rossiglione francese, ha però rimescolato le carte della geopolitica del calice: il prestigioso concorso internazionale Grenaches du Monde 2026 ha assegnato ben 3 medaglie d’oro ai vini del Trasimeno: • Divina Villa Riserva 2022Cantina Duca della Corgna • C’OSA 2023Cantina Madrevite Plèstina 2024Cantina Pucciarella.
Sì, hai letto bene: il territorio che circonda il nostro lago ha fatto filotto in uno dei palcoscenici mondiali più selettivi dedicati a questa straordinaria famiglia di vitigni. Scorrendo la lista delle aziende premiate, noterai però un dettaglio particolare: sulle etichette c’è scritto spesso “Gamay”. Com’è possibile che un vino chiamato Gamay conquisti l’oro a un mondiale di Grenache? Mettiti comodo, perché qui la storia si trasforma in un affascinante giallo enologico.

Il grande equivoco identitario: il nostro Gamay è in realtà Grenache

Per comprendere a pieno questo trionfo internazionale, dobbiamo sfatare un mito che va avanti da secoli. Se ordini un Gamay in Francia, ti porteranno un rosso leggero e fruttato del Beaujolais (prodotto da uva Gamay Noir). Se lo ordini sulle sponde del nostro lago, nel bicchiere ti ritroverai qualcosa di completamente diverso: un vino elegante, vellutato, finemente speziato.
Il motivo è semplice: il Gamay del Trasimeno non è affatto Gamay. Si tratta di un errore di identificazione storico risalente probabilmente all’Ottocento (o, secondo suggestivi racconti locali, legato alle nozze seicentesche della nobile Eleonora Alarcón y Mendoza con il Duca della Corgna). Solo in tempi recenti, grazie alla mappatura genetica del DNA della vite, è emersa la verità incontestabile: questo vitigno è a tutti gli effetti un clone della gloriosa famiglia del Grenache. L’errato uso del nome Gamay nel Trasimeno, che nulla dunque ha a che vedere con il vero Gamay della Borgogna, è un esempio di come le denominazioni possano essere soggette a fraintendimenti e di come sia fondamentale fare chiarezza sulla vera identità delle varietà di uva per una corretta tutela e valorizzazione del patrimonio vitivinicolo locale.
Per non perdersi in questo misunderstanding storico e in questa bellissima babele enologica, ecco come viene chiamato lo stesso identico ceppo genetico in giro per l’Europa: in Sardegna è il Cannonau, in Veneto è Tai Rosso, nelle Marche viene chiamato Bordò, in Spagna è Garnacha, solo per citarne alcuni. Con 163.000 ettari di vigneti, il Grenache è il settimo vitigno più coltivato al mondo, ed è la varietà emblematica dei Paesi mediterranei.

Il Terroir del Trasimeno: perché il Grenache qui è unico?

La giuria del Grenaches du Monde 2026, composta da circa 80 esperti internazionali (tra cui enologi, sommelier e giornalisti di settore), degustando alla cieca i campioni umbri, non ha premiato solo una tecnica di cantina impeccabile, ma l’espressione liquida di un ecosistema pazzesco. Il Lago Trasimeno si comporta come un gigantesco termostato naturale: durante l’estate mitiga le ondate di calore diurne e, di notte, rilascia lentamente il calore accumulato. Questo garantisce una maturazione fenolica costante e perfetta. Inoltre, la pianta del Grenache possiede una spiccata natura isoidrica: è una formidabile risparmiatrice d’acqua, capace di chiudere i pori delle foglie durante i picchi di siccità per non disperdere umidità. È proprio questo microclima unico il vero segreto dietro le tre medaglie d’oro del 2026.
Il risultato nel calice, come mostra il suo colore vibrante, è un rosso rubino trasparente, dominato da note di piccoli frutti rossi, pepe nero e una freschezza dinamica. È un vino “gastronomico” per eccellenza: dimentica i rossi pesanti e stancanti; qui la parola d’ordine è scorrevolezza e finezza sartoriale.

Cosa significa questo trionfo per il presente e il futuro del nostro territorio?

Nel vasto e affascinante mondo del vino, pochi premi riescono a catturare l’attenzione di appassionati, professionisti e produttori come i riconoscimenti del Grenaches du Monde. Questo concorso, nato nel 2013, mira a promuovere la qualità e l’eccellenza dei vini a base di Grenache provenienti da diverse regioni del mondo, tra cui la Francia, la Spagna, l’Australia, gli Stati Uniti e altri paesi vitivinicoli. Le etichette, degustate alla cieca, vengono valutate secondo criteri di qualità, originalità, equilibrio e rappresentatività del vitigno, con un rigore assoluto nel processo di selezione. Partecipare significa mettere in mostra i migliori vini, ottenendo riconoscimenti che possono fare la differenza. 
Conquistare 3 medaglie d’oro in un’edizione di altissimo livello è il sigillo definitivo sul talento e sul lavoro dei nostri appassionati produttori. Il Grenache del Trasimeno non è più solo una “curiosità locale” da proporre ai turisti durante la stagione estiva, ma una realtà identitaria solida, contemporanea e straordinariamente in linea con le tendenze di consumo globali, che premiano vini meno estrattivi e più agili. Il rapporto tra il Grenache e il Lago Trasimeno rappresenta un esempio di come la passione per il vino e il rispetto per il territorio possano creare produzioni di grande qualità, capaci di raccontare una storia autentica e di affascinare winelovers e intenditori di tutto il mondo.

Per i produttori, il premio rappresenta molto più di un riconoscimento formale. È una vetrina importante per associare il proprio nome a un marchio di qualità riconosciuto a livello mondiale, ma il valore non si limita all’aspetto commerciale: si tratta infatti anche di un importante momento di scambio e di crescita. La partecipazione implica un’analisi approfondita del prodotto, un confronto con altre eccellenze e l’opportunità di apprendere nuove tecniche, tendenze e approcci alla vinificazione. Questo stimola l’innovazione e la ricerca di sempre nuovi equilibri tra tradizione e modernità, tra rispetto della terra e creatività enologica.

E non dimentichiamo: il premio contribuisce a rafforzare l’immagine della regione di provenienza. Un vino vincitore del Grenaches du Monde diventa un ambasciatore del suo territorio, contribuendo alla promozione del patrimonio enologico locale. Questo aspetto è fondamentale nel contesto di un mercato in cui i consumatori sono sempre più interessati alle storie e alle origini dei prodotti che acquistano.

Quali sono i migliori abbinamenti gastronomici per il Trasimeno Gamay o Grenache del Trasimeno?

Il nostro Trasimeno Gamay ha una dote rara che ogni appassionato di cibo adora: è un rosso camaleontico. Grazie a tannini gentili, a una spiccata acidità e a quel bouquet di piccoli frutti rossi e pepe nero tipico della famiglia dei Grenache, riesce a superare indenne la classica barriera che separa i piatti di pesce dai rossi strutturati. Questo lo rende un jolly pazzesco, capace di muoversi agilmente tra le ricette secolari dei pescatori umbri e le complessità aromatiche della cucina internazionale.

1. La Tradizione locale: i piatti della cucina lacustre
Nelle trattorie e nei ristoranti tipici affacciati sul lago, l’abbinamento tra questo rosso e il pesce d’acqua dolce è un fatto naturale. I pesci di lago, spesso caratterizzati da carni grasse, succulente e saporite, esigono un vino fresco che pulisca il palato senza sovrastare la delicatezza del pescato. Alcuni esempi? Il Tegamaccio del Trasimeno è la storica zuppa locale a base di pesci di lago (anguilla, persico, luccio, tinca, ecc.) cotti lentamente in un tegame di terracotta con pomodoro, aglio, olio extravergine e peperoncino. La vibrante freschezza del Gamay sgrassa perfettamente la texture oleosa dell’anguilla, mentre la sua nota pepata si fonde a meraviglia con il piccante del sugo. Abbiamo poi la Carpa Regina in porchetta, un piatto monumentale in cui la carpa viene cotta al forno e farcita con il classico battuto della porchetta umbra: finocchietto selvatico, aglio, strutto e abbondante pepe nero. Qui il vino gioca di specchio: le note di macchia mediterranea e le spezie del Grenache richiamano il finocchietto della farcitura.

2. Il salto contemporaneo e la cucina internazionale
Se usciamo dai confini regionali, il profilo agile del Grenache del Trasimeno lo trasforma in un perfetto compagno di viaggio per la cucina fusion, dove la gestione di salse agrodolci, grigliate e spezie orientali mette spesso in crisi i vini troppo tannici o passati pesantemente in legno. Proviamo a fare degli abbinamenti…
La cucina Giapponese ad esempio, per gli spiedini di pollo yakitori glassati con la salsa tare (dolce e sapida), trova nel Trasimeno Gamay giovane un alleato ideale, poiché il frutto del vino bilancia la nota zuccherina. È perfetto anche con un tataki di tonno rosso in crosta di sesamo: il grasso del tonno e la tostatura del sesamo vengono ripuliti perfettamente dall’acidità scattante del vitigno.
Nella cucina Cinese, pensando all’Anatra alla Pechinese, la carne succulenta e grassa, unita alla tendenza dolce della salsa hoisin, richiede magari una versione Riserva del Trasimeno Gamay: i tannini, leggermente più evoluti ma sempre setosi, assecondano la struttura del piatto senza appesantirlo.
Pensando alla cucina Messicana, nei tacos al Pastor (carne di maiale marinata con spezie, achiote e peperoncini dolci) servita con ananas fresco, le note fruttate del nostro Grenache dialogano splendidamente con la dolcezza dell’ananas, mentre la freschezza del sorso attenua la vampa del peperoncino sul palato.

Il trucco del sommelier
Se decidi di abbinare il Trasimeno Gamay giovane al pesce, servilo leggermente rinfrescato, intorno ai 14°C-15°C. Questo piccolo accorgimento termico esalterà la fragranza del frutto rosso e renderà il sorso incredibilmente scattante e piacevole.

Copyright © Strada del Vino Colli del Trasimeno
Vietata la riproduzione

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Un risultato di grande prestigio che testimonia la qualità raggiunta dai produttori del Trasimeno e il valore di un vitigno identitario, oggi sempre più apprezzato anche sui mercati internazionali.

Se pensi all’Umbria del vino, la mente solitamente vola innanzitutto ai rossi strutturati e densi del Sagrantino o ai bianchi affilati di Orvieto. A Maggio 2026, una notizia arrivata direttamente da Argelès-sur-Mer, nel cuore del Rossiglione francese, ha però rimescolato le carte della geopolitica del calice: il prestigioso concorso internazionale Grenaches du Monde 2026 ha assegnato ben 3 medaglie d’oro ai vini del Trasimeno: • Divina Villa Riserva 2022Cantina Duca della Corgna • C’OSA 2023Cantina Madrevite Plèstina 2024Cantina Pucciarella.
Sì, hai letto bene: il territorio che circonda il nostro lago ha fatto filotto in uno dei palcoscenici mondiali più selettivi dedicati a questa straordinaria famiglia di vitigni. Scorrendo la lista delle aziende premiate, noterai però un dettaglio particolare: sulle etichette c’è scritto spesso “Gamay”. Com’è possibile che un vino chiamato Gamay conquisti l’oro a un mondiale di Grenache? Mettiti comodo, perché qui la storia si trasforma in un affascinante giallo enologico.

Il grande equivoco identitario: il nostro Gamay è in realtà Grenache

Per comprendere a pieno questo trionfo internazionale, dobbiamo sfatare un mito che va avanti da secoli. Se ordini un Gamay in Francia, ti porteranno un rosso leggero e fruttato del Beaujolais (prodotto da uva Gamay Noir). Se lo ordini sulle sponde del nostro lago, nel bicchiere ti ritroverai qualcosa di completamente diverso: un vino elegante, vellutato, finemente speziato.
Il motivo è semplice: il Gamay del Trasimeno non è affatto Gamay. Si tratta di un errore di identificazione storico risalente probabilmente all’Ottocento (o, secondo suggestivi racconti locali, legato alle nozze seicentesche della nobile Eleonora Alarcón y Mendoza con il Duca della Corgna). Solo in tempi recenti, grazie alla mappatura genetica del DNA della vite, è emersa la verità incontestabile: questo vitigno è a tutti gli effetti un clone della gloriosa famiglia del Grenache. L’errato uso del nome Gamay nel Trasimeno, che nulla dunque ha a che vedere con il vero Gamay della Borgogna, è un esempio di come le denominazioni possano essere soggette a fraintendimenti e di come sia fondamentale fare chiarezza sulla vera identità delle varietà di uva per una corretta tutela e valorizzazione del patrimonio vitivinicolo locale.
Per non perdersi in questo misunderstanding storico e in questa bellissima babele enologica, ecco come viene chiamato lo stesso identico ceppo genetico in giro per l’Europa: in Sardegna è il Cannonau, in Veneto è Tai Rosso, nelle Marche viene chiamato Bordò, in Spagna è Garnacha, solo per citarne alcuni. Con 163.000 ettari di vigneti, il Grenache è il settimo vitigno più coltivato al mondo, ed è la varietà emblematica dei Paesi mediterranei.

Il Terroir del Trasimeno: perché il Grenache qui è unico?

La giuria del Grenaches du Monde 2026, composta da circa 80 esperti internazionali (tra cui enologi, sommelier e giornalisti di settore), degustando alla cieca i campioni umbri, non ha premiato solo una tecnica di cantina impeccabile, ma l’espressione liquida di un ecosistema pazzesco. Il Lago Trasimeno si comporta come un gigantesco termostato naturale: durante l’estate mitiga le ondate di calore diurne e, di notte, rilascia lentamente il calore accumulato. Questo garantisce una maturazione fenolica costante e perfetta. Inoltre, la pianta del Grenache possiede una spiccata natura isoidrica: è una formidabile risparmiatrice d’acqua, capace di chiudere i pori delle foglie durante i picchi di siccità per non disperdere umidità. È proprio questo microclima unico il vero segreto dietro le tre medaglie d’oro del 2026.
Il risultato nel calice, come mostra il suo colore vibrante, è un rosso rubino trasparente, dominato da note di piccoli frutti rossi, pepe nero e una freschezza dinamica. È un vino “gastronomico” per eccellenza: dimentica i rossi pesanti e stancanti; qui la parola d’ordine è scorrevolezza e finezza sartoriale.

Cosa significa questo trionfo per il presente e il futuro del nostro territorio?

Nel vasto e affascinante mondo del vino, pochi premi riescono a catturare l’attenzione di appassionati, professionisti e produttori come i riconoscimenti del Grenaches du Monde. Questo concorso, nato nel 2013, mira a promuovere la qualità e l’eccellenza dei vini a base di Grenache provenienti da diverse regioni del mondo, tra cui la Francia, la Spagna, l’Australia, gli Stati Uniti e altri paesi vitivinicoli. Le etichette, degustate alla cieca, vengono valutate secondo criteri di qualità, originalità, equilibrio e rappresentatività del vitigno, con un rigore assoluto nel processo di selezione. Partecipare significa mettere in mostra i migliori vini, ottenendo riconoscimenti che possono fare la differenza. 
Conquistare 3 medaglie d’oro in un’edizione di altissimo livello è il sigillo definitivo sul talento e sul lavoro dei nostri appassionati produttori. Il Grenache del Trasimeno non è più solo una “curiosità locale” da proporre ai turisti durante la stagione estiva, ma una realtà identitaria solida, contemporanea e straordinariamente in linea con le tendenze di consumo globali, che premiano vini meno estrattivi e più agili. Il rapporto tra il Grenache e il Lago Trasimeno rappresenta un esempio di come la passione per il vino e il rispetto per il territorio possano creare produzioni di grande qualità, capaci di raccontare una storia autentica e di affascinare winelovers e intenditori di tutto il mondo.

Per i produttori, il premio rappresenta molto più di un riconoscimento formale. È una vetrina importante per associare il proprio nome a un marchio di qualità riconosciuto a livello mondiale, ma il valore non si limita all’aspetto commerciale: si tratta infatti anche di un importante momento di scambio e di crescita. La partecipazione implica un’analisi approfondita del prodotto, un confronto con altre eccellenze e l’opportunità di apprendere nuove tecniche, tendenze e approcci alla vinificazione. Questo stimola l’innovazione e la ricerca di sempre nuovi equilibri tra tradizione e modernità, tra rispetto della terra e creatività enologica.

E non dimentichiamo: il premio contribuisce a rafforzare l’immagine della regione di provenienza. Un vino vincitore del Grenaches du Monde diventa un ambasciatore del suo territorio, contribuendo alla promozione del patrimonio enologico locale. Questo aspetto è fondamentale nel contesto di un mercato in cui i consumatori sono sempre più interessati alle storie e alle origini dei prodotti che acquistano.

Quali sono i migliori abbinamenti gastronomici per il Trasimeno Gamay o Grenache del Trasimeno?

Il nostro Trasimeno Gamay ha una dote rara che ogni appassionato di cibo adora: è un rosso camaleontico. Grazie a tannini gentili, a una spiccata acidità e a quel bouquet di piccoli frutti rossi e pepe nero tipico della famiglia dei Grenache, riesce a superare indenne la classica barriera che separa i piatti di pesce dai rossi strutturati. Questo lo rende un jolly pazzesco, capace di muoversi agilmente tra le ricette secolari dei pescatori umbri e le complessità aromatiche della cucina internazionale.

1. La Tradizione locale: i piatti della cucina lacustre
Nelle trattorie e nei ristoranti tipici affacciati sul lago, l’abbinamento tra questo rosso e il pesce d’acqua dolce è un fatto naturale. I pesci di lago, spesso caratterizzati da carni grasse, succulente e saporite, esigono un vino fresco che pulisca il palato senza sovrastare la delicatezza del pescato. Alcuni esempi? Il Tegamaccio del Trasimeno è la storica zuppa locale a base di pesci di lago (anguilla, persico, luccio, tinca, ecc.) cotti lentamente in un tegame di terracotta con pomodoro, aglio, olio extravergine e peperoncino. La vibrante freschezza del Gamay sgrassa perfettamente la texture oleosa dell’anguilla, mentre la sua nota pepata si fonde a meraviglia con il piccante del sugo. Abbiamo poi la Carpa Regina in porchetta, un piatto monumentale in cui la carpa viene cotta al forno e farcita con il classico battuto della porchetta umbra: finocchietto selvatico, aglio, strutto e abbondante pepe nero. Qui il vino gioca di specchio: le note di macchia mediterranea e le spezie del Grenache richiamano il finocchietto della farcitura.

2. Il salto contemporaneo e la cucina internazionale
Se usciamo dai confini regionali, il profilo agile del Grenache del Trasimeno lo trasforma in un perfetto compagno di viaggio per la cucina fusion, dove la gestione di salse agrodolci, grigliate e spezie orientali mette spesso in crisi i vini troppo tannici o passati pesantemente in legno. Proviamo a fare degli abbinamenti…
La cucina Giapponese ad esempio, per gli spiedini di pollo yakitori glassati con la salsa tare (dolce e sapida), trova nel Trasimeno Gamay giovane un alleato ideale, poiché il frutto del vino bilancia la nota zuccherina. È perfetto anche con un tataki di tonno rosso in crosta di sesamo: il grasso del tonno e la tostatura del sesamo vengono ripuliti perfettamente dall’acidità scattante del vitigno.
Nella cucina Cinese, pensando all’Anatra alla Pechinese, la carne succulenta e grassa, unita alla tendenza dolce della salsa hoisin, richiede magari una versione Riserva del Trasimeno Gamay: i tannini, leggermente più evoluti ma sempre setosi, assecondano la struttura del piatto senza appesantirlo.
Pensando alla cucina Messicana, nei tacos al Pastor (carne di maiale marinata con spezie, achiote e peperoncini dolci) servita con ananas fresco, le note fruttate del nostro Grenache dialogano splendidamente con la dolcezza dell’ananas, mentre la freschezza del sorso attenua la vampa del peperoncino sul palato.

Il trucco del sommelier
Se decidi di abbinare il Trasimeno Gamay giovane al pesce, servilo leggermente rinfrescato, intorno ai 14°C-15°C. Questo piccolo accorgimento termico esalterà la fragranza del frutto rosso e renderà il sorso incredibilmente scattante e piacevole.

Copyright © Strada del Vino Colli del Trasimeno
Vietata la riproduzione

3 Medaglie d’oro al Grenache del Trasimeno: la sponda umbra del vino non è mai stata così brillante!